Vita in campagna, Iniziamo!

Sono nata in un piccolo paesino di campagna, lo stesso dei miei progeni.

Generazioni di contadini, il cui obiettivo principale era il duro lavoro nei campi fino al calare del sole.

Ho vissuto i primi anni con la mia famiglia in paese, in un condominio di 4 appartamenti.

La casa si affacciava su un grande giardino ricco di piante e fiori, sempre ben curati dallo zio maggiore.

Successivamente ci siamo trasferiti nell’abitazione costruita sui terreni in cui mio padre aveva l’attività agricola.

La mia infanzia è quindi sempre stata a contatto con la natura.

Fin da piccola seguivo i miei genitori in campagna, soprattutto nel periodo estivo quando era più piacevole stare all’aperto.

Durante le vacanze estive, siccome “in campagna ghe sempre da far”, i miei genitori incaricavano me e mia sorella di svolgere le faccende più leggere.

La mamma alla mattina mi svegliava presto e mi supplicava di scendere dal letto spiegandomi, con dolcezza, l’importanza del ruolo di piccola aiutante di casa.

Non riuscivo a comprendere.

Pensavo solamente che quel tempo sarebbe stato più prezioso se passato a giocare con le mie amichette.

Negli anni sono arrivata ad odiare la campagna, chiedendomi come mio padre avesse potuto scegliere di intraprendere il lavoro di agricoltore.

Nonostante le polemiche, una volta nei campi lavoravo e tutto sommato mi piaceva stare all’aperto, in mezzo alla natura.

La mia presenza in campagna si è ridotta nel momento in cui ho trovato un lavoro, il mio lavoro.

Aiutavo solamente la domenica, nei periodi di grande raccolta, oppure durante le settimane di ferie.

 

Dopo qualche anno arrivò il momento di spostarmi da casa per iniziare la convivenza con il mio ragazzo.

Abitavamo in centro paese in un appartamento senza giardino nè balcone, con poca luce e dalle cui finestre si vedevano solamente i palazzi del vicinato.

Inizialmente non ho risentito di questi limiti anche perché all’interno delle nostre mura ci eravamo creati un bel nido d’amore ma, dopo poco tempo, ho cominciato a sentire la mancanza di spazi maggiori e natura.

Confesso di aver esultato di gioia quando abbiamo deciso di ritornare a vivere in campagna per costruire la nostra nuova vita insieme.

Il pensiero di rivedere tutti i giorni le montagne in lontananza, sentire i versi degli animali nel pollaio, aprire le finestre al mattino e respirare gli odori della terra, ritagliare dello spazio per il giardino e l’orto, mi ricongiungevano con le mie origini.

Un altro motivo che mi rendeva felice era quello di poter tornare ad abbuffarmi dei piccoli frutti (lamponi, more, mirtilli e ribes) coltivati dall’azienda di famiglia.

Dopo tanti anni passati lontano dalla campagna mi sono accorta di non aver più ragioni per disprezzarla, ora ne vedo solo i benefici e la vita che la avvolgono.

In questa sezione del blog mi piacerebbe inserire contenuti legati a tradizioni, mestieri, vecchie memorie e racconti narrati dai nonni e da chi, fortunatamente, porta ancora avanti questo duro lavoro.

La campagna è tutta da scoprire, così come la natura che ogni singolo giorno il pianeta ci mette a disposizione.

Ti potrebbero interessare

Le uova, tutta sostanza

Le uova, tutta sostanza

Ciao Ciurma, eccomi qui carica per proseguire la nostra avventura nel mondo avicolo.Pronti, partenza, via!...

Il principio di OrtOhana

Il principio di OrtOhana

Ciao Ciurma! Riflettevo sul fatto che non ho mai introdotto articoli riguardanti l’orticello che mi piace coltivare,...