Il principio di OrtOhana

Ciao Ciurma!
Riflettevo sul fatto che non ho mai introdotto articoli riguardanti l’orticello che mi piace coltivare, anzi diciamo che in generale la sezione del blog non è molto popolata!

Per questo motivo oggi ho deciso di inaugurare la rubrica Ortohana iniziando a raccontarvi come è nato questo angolo verde.
In futuro mi impegno a condividere con voi le prossime avventure ortolane.

Partiamo dal principio…
Alla base di faccende pratiche e complesse c’è sempre dietro una figura con esperienza e tanta voglia di fare.
Qui da noi è il grande capo, nonchè mio padre.
La vita l’ha messo spesso davanti a difficoltà, rimboccarsi le maniche era un gesto quotidiano per raggiungere l’autosufficienza, un po’ per i minimi aiuti altrui un po’ perchè è un tantino orgoglioso ed individualista.
Non posso comunque negargli di essere una grandissima risorsa.
Prende tutto sul serio e sente in dovere di mettercela tutta per riuscire negli obiettivi e non vi nascondo che la maggior parte delle volte ce la fa.

Negli anni passati, per un periodo, mi sono approcciata ad un’alimentazione vegetariana quindi le verdure erano alla base di ogni pasto, a parte la colazione durante la quale però assumevo moltissima frutta.
Era il periodo in cui abitavo ancora in appartamento e risentivo della mancanza un minimo di verde intorno e di non avere del tempo per stare a contatto con la natura.
Ricordo che sognavo di tornare prima o poi in campagna e di ritagliarmi uno spazio tutto per me.
E così è stato!

Mio padre è un agricoltore e, sapendo della mia passione per gli ortaggi, mi ha proposto di costruire un orto nello spazio ricavato dal terrazzo dietro casa.
Ha sviluppato assieme a suo cugino una serie di vasche contenitive e le ha riempite di terriccio organico leggero, maneggevole, friabile e molto morbido.
Contiene infatti torba, humus e molti nutrienti che permettono una buona resa per tutte le colture.
Ha inoltre progettato una serie di canali di drenaggio per far fluire l’acqua in eccesso evitando ristagni e un’impiantino di irrigazione.
Tutto fai da te e a costi ridotti.
Una delle cose più comode di questo orto sono i camminamenti tra una vasca e l’altra che mantengono pulita la zona dalle piante infestanti ed evitano di insozzare le scarpe quando piove.
Non solamente per un fattore estetico dunque.

I lavori strutturali si sono conclusi a Febbraio 2019.

Ricordo ancora le prime piantine piantate i primi giorni di marzo poco prima di una gelata pazzesca.
Il grande capo mi dice di piantare già, e a nulla è servito avvisarlo del cambio di temperatura.
Fiduciosa corro a comprare solo alcune piantine, giusto per iniziare la coltivazione.
In lista inserisco:

  • insalata gentile
  • carote
  • zucchine
  • rape rosse

Torno a casa, le pianto e le annaffio con cura ed in pieno giorno.

L’indomani mi sveglio e guardando fuori dalla finestra cosa vedo?
Tutti i prati bianchi dal ghiaccio della nottata.
Disperata esco e mi fiondo nell’orto a controllare le piantine.
Noto in particolare il cuoricino cotto dal gelo di due piantine di zucchina.
Proprio in quel momento sbuca dalla finestra mio padre che, con il ghigno da presa in giro, mi chiede se si sono cotte.
Mannaggia a lui!
Da quel giorno ho messo la copertina di tessuto non tessuto fino alla fine della stagione più rigida.

Senza farmi abbattere da quella prima esperienza, e imparando dagli errori, ho quindi piantato:

  • pisellini
  • pomodori piccadilly
  • datterini
  • finocchi
  • erbe aromatiche
  • insalatina da taglio
  • fragole
  • luffa

Senza grossi interventi di concimazione ho ricavato una raccolta abbondante di ortaggi che ha coperto tutta la stagione primaverile ed estiva.

Mi sono sentita davvero orgogliosa di aver raggiunto un traguardo così importante senza lasciar morire alcuna pianta, salvo le due zucchine scottate dal gelo.

Alla fine di questa esperienza ricordo di avere rivalutato l’idea che avevo sull’individualismo nel fare le cose.

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