È nato prima l’uovo o la gallina?

Buongiorno Ciurma!
Eccomi qui per intraprendere una nuova avventura della vita in campagna.
Oggi vorrei parlare delle uova di gallina, ma prima di arrivare al meraviglioso alimento da questi adorabili animaletti, dobbiamo partire dalle basi.
Si insomma, alla domanda “è nato prima l’uovo o la gallina?” io ho scelto di far nascere la gallina.

Nel nostro pollaio sono ospitate una decina di galline, tra comuni, ovaiole e gallo, è quindi normale raccogliere uova quasi ogni giorno, in maniera del tutto naturale.
Sottolineo “in modo naturale” perché il nostro scopo è quello di dare loro una vita genuina, in cambio dei preziosi frutti della loro natura: questa è l’etica alla base di un pollaio domestico.

Vi siete mai chiesti se tutte le galline sono in grado di fare le uova?
La risposta è sì, ma con alcune sfumature.
Il pulcino femmina (gallina) nasce già con una numerosissima scorta di cellule uovo contenute nel suo apparato.
Tali cellule equivalgono al numero di uova che la singola gallina potrà deporre nella sua intera esistenza.
Il come lo può fare, cambia in funzione della razza di appartenenza quindi, alla sua predisposizione.
Altri fattori che influiscono sulla produzione sono la quantità di luce del giorno, il cibo con cui vengono nutrite e lo stile di vita.
La presenza di un gallo all’interno del pollaio può essere un altro elemento stimolante per la produzione.
Le uova non sono infatti da considerare come un favore che viene fatto a noi umani, quando la realizzazione del loro istinto a procreare.

In media una gallina inizia a deporre le prime uova a circa 5 mesi di vita, questo mutamento lo si può notare quando la cresta inizia a diventare più accentuata nella forma e nel colore.
Inizialmente le prime uova della stagione saranno deposte in modo sporadico e con dimensioni leggermente più piccole della media, arrivando man mano ad una produzione ed una grandezza costanti.
La forma ed il colore dell’uovo dipende dalla razza dell’animale, non è detto che uova grandi siano prodotte da galline grandi.
Infatti le Livornesi che abbiamo nel pollaio, pur essendo le più piccole e snelle, fanno uova in proporzione molto grandi, più di quanto ci si potrebbe aspettare!

Forse non tutti sanno che una gallina può fare un solo uovo al giorno.

I periodi più produttivi sono indubbiamente la primavera e l’estate.
Come dicevo prima, infatti, la deposizione può dipendere anche dalla luce del giorno, molto maggiore in queste stagioni rispetto all’autunno e all’inverno.
Le galline ovaiole sono in genere le più produttive, depongono tutto l’anno ma in modo irregolare durante i mesi più freddi.
Le galline comuni, invece, cesseranno la produzione fino all’arrivo della bella stagione.

La primavera è anche il periodo più fecondo.
Il gallo, risvegliato dal torpore invernale, inizierà l’accoppiamento con le sue compagne.
Può accoppiarsi fino a 30 volte in un giorno e può intrattenere una media di 6/10 galline nel suo habitat.
La fase di accoppiamento prevede che il gallo danzi ad ali aperte attorno alla “preda” prescelta.
Lei certamente vorrà scappare dalle sue avances, ma a quel punto lui la rincorrerà, la immobilizzerà saltandole sulla schiena, si aggrapperà con il becco alle piume del collo della gallina deponendo lo sperma all’interno del suo apparato, concludendo l’accoppiamento.
Una volta terminata l’operazione, la cocca farà un movimento di scrollamento delle piume ed il gallo si allontanerà da lei.

Spesso riusciamo a riconoscere la gallina “preferita” dalla chiazza con poche piume dietro al collo.

Lo sperma del gallo resterà attivo per un massimo di 15 giorni e potrà fecondare ciascuna cellula uovo che si presenterà in questi giorni all’interno della gallina.
Logicamente, se il gallo non è fecondo, non lo saranno nemmeno le uova.

Mi ha divertita una domanda che ad un amico mi ha fatto una sera finché eravamo a cena.
Mi ha chiesto se è possibile mangiare un uovo che è stato fecondato, senza trovare al suo interno un pulcino.
In effetti è un quesito che sorge spontaneo.
Nonostante siano state fecondate, se le uova vengono raccolte nel giorno della deposizione non si ha alcun rischio di trovare sorprese.
Se invece resta anche solo per pochi giorni sotto la chioccia, inizierà a crearsi qualche macchiolina di vasi sanguigni e via via sempre più feto al suo interno.

Nel mondo delle galline lo “spirito materno”, ovvero l’istinto a covare, non è scontato.
Il ruolo di chioccia non è per tutte, per questo ci sono alcune razze molto più predisposte di altre.
Nel nostro pollaio abbiamo le galline comuni, quelle rossicce per intenderci, che si prestano addirittura a covare le uova di altre specie come le faraone, le anatre, ecc.

Questo ruolo di chioccia, comporta moltissimo impegno ed un dispendio elevato di energie.
Sforzi ben investiti però se si pensa ai risultati sorprendenti a cui portano.
Quando una gallina si predispone alla covata è facilmente riconoscibile perché tende a starsene accovacciata all’interno della cassetta dove ha deposto le sue uova e non ci sono santi che riescano a smuoverla dal suo posticino.
A quel punto è bene raggruppare altre uova che si presume essere feconde e unirle sotto ad essa.
La nostra amica le terrà al calduccio per ben 21 giorni, il tempo necessario per la schiusa dei pulcini.
La chioccia inizialmente si impegnerà nel trovare la posizione più corretta per coprire tutte le uova, in modo da riscaldarle in modo uniforme.
In questi giorni uscirà solamente per le necessità primarie come cibo, acqua e per defecare.
Inoltre applicherà dei movimenti con le zampe per poter girare le uova e mantenerle appunto in temperatura.

In questa fase la chioccia cessa di deporre uova.

Il nostro ruolo nei suoi confronti sarà quello di allontanare la cassetta della covata, posizionandola in un posticino tranquillo, lontano dalle agate disturbatrici e nutrendola al meglio con cibo proteico e acqua sempre fresca.
Inoltre, per quello che ci è possibile, dovremmo levare le uova che non sono feconde per evitare che restino nel nido, rischiando di marcire e compromettere la nascita degli altri pulcini.
Questa procedura viene fatta in modo molto delicato, prendendo ogni singolo uovo e mettendolo alla luce del sole o di una torcia.
Attraverso il guscio si potrà osservare l’interno per vedere se è presente un’ombra; in questo caso vorrà dire che è presente una vita.
Le uova non fecondate (che nel nostro dialetto chiamiamo “ovi sbarlotti”) le buttiamo via direttamente.

Mi affascina osservare le chiocce, vederle così dedite a ciò che la loro natura le spinge a fare fino al punto di consumarsi.
La mutazione è evidente perché si sfibrano, dimagriscono ed il loro colore si spegne d’intensità dall’energia che ci mettono per dare alla luce delle creature.
Sarà che non sono ancora mamma, ma le ammiro davvero tanto, sono esemplari così semplici e al tempo stesso interessanti, pieni di risorse, riescono quasi ad emozionarmi.

Una volta avvenuta la schiusa delle uova, sarà proprio la chioccia ad allevarli per circa un mesetto, insegnando loro ad essere autosufficienti nel provvedere al cibo ed alla basica sopravvivenza, dopodiché tenderà a cacciarli da lei.
A questo punto verranno messi in un ambiente protetto da altre specie fino ad una crescita sufficiente per essere autonomi nell’evitare di essere possibili prede di predatori notturni.
Mentre la chioccia tornerà al pollaio ed inizierà a prendere vigore riprendendo tutte le energie per continuare a deporre e vivere con la sua combriccola.

Per oggi è tutto ragazzi, con questo articolo ho voluto introdurvi al “funzionamento” delle galline.
Nel prossimo post approfondiremo il tema uova per capirne struttura, contenuto, ed importanza di questo alimento e saperne di più sugli allevamenti intensivi.
Ci vediamo alla prossima avventura!

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