Pagnotte

INGREDIENTI

  • 400g farina integrale
  • 200g farina di semola
  • 100g farina di tipo 1
  • ½ cubetto di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di miele o malto orzo
  • 400g di acqua a temperatura ambiente
  • 2 cucchiaini di sale

PROCEDIMENTO

Impastiamo con Bimby o impastatrice, in alternativa va comunque benissimo impastare a mano.

Partiamo sciogliendo il lievito nell’acqua ed aggiungendo il cucchiaino di miele.

Mescoliamo molto bene evitando di lasciare qualsiasi residuo di lievito.

Ora uniamo le farine ed aggiungiamo il sale sopra la montagnetta così formata, in modo che sia distante dal lievito.

Impastare fino a rendere il composto compatto.

Se la consistenza dell’impasto è troppo morbida da sporcare le mani, aggiungiamo farina poco alla volta, se invece è troppo duro aggiungiamo qualche goccio d’acqua senza esagerare: procediamo sempre gradualmente.

Facciamo riposare l’impasto in una ciotola coperta da un panno inumidito finché non avrà raggiunto il doppio del suo volume.

Io spesso lo lascio anche 4 ore all’interno del forno (spento ovviamente).

Terminato il riposo lo lavoriamo a mano cercando di incorporare aria e lavorando le fibre di glutine.

Suddividiamo il composto in due parti, impastandole singolarmente.

Adagiamo sulla leccarda da forno e facciamo lievitare per circa 3 ore.

Anche per questa fase io lo ripongo in forno coperto da un panno umido.

Una volta terminata la seconda lievitazione, estraiamo dal forno le pagnotte e accendendolo, lo portiamo a 210/220° a seconda del forno, ognuno conosce il proprio.

Inforniamo le nostre belle pagnotte.

Io ho un forno con una funzione dedicata alla cottura del pane e con modalità a vapore.

Per forni sprovvisti di questa funzionalità, non temete, si può mettere sul fondo del forno una ciotola con un po’ di acqua ricordandoci di toglierla dopo 15 minuti dall’inizio della cottura.

Questo trucchetto agevolerà la formazione della classica crosta dorata.

Trascorsi i 15 minuti, abbassiamo la temperatura a 200° e cuociamo le pagnotte, finchè non saranno ben asciutte.

Ahh il pane!

Chi non lo ama, alzi la mano!

Appartiene a quegli alimenti antichi ed a tradizioni nostrane.

Un tempo veniva collegato al cristianesimo, come simbolo della nutrizione umana.

Mi sembra pazzesco, come in passato il pane bianco venisse considerato più pregiato e quindi riservato ai nobili, mentre i meno fortunati si dovevano accontentare del pane grezzo.

Sembra un paradosso pensare che oggi invece ha più valore il pane grezzo rispetto a quello raffinato.

Quel che è certo è che, come in ogni processo in cui viene impiegata troppa lavorazione, le proprietà ed i principi nutritivi si riducono drasticamente.

Quante tipologie di pane si possono creare, Dio solo lo sa!

Ne esistono di qualsiasi forma e tipo. Arricchiti anche da mix di semi, aromi, frutta secca, e un’infinità di sapori, olive, cipolla, formaggio, pomodori, e così via.

Esistono molte scuole di pensiero sulla lavorazione del pane e vari trucchetti, per ottenere la pagnotta perfetta.

Confesso che non li conosco tutti, ma credo che con il tempo arricchirò anche il mio bagaglio di informazioni sullo sviluppo dei panificati in generale, condividendolo insieme a voi.

Ad oggi dico solo che non uso mai solo una tipologia di farina, raffinata o grezza non importa.

Cerco sempre di utilizzare materie prime di qualità e taglio l’impasto con almeno due tipologie di farine (a volte anche tre) in base anche a quello che ho a disposizione in casa.

Non so voi, ma la mia dispensa, prima di imparare a gestirla sembrava una teca da collezione di farfalline, che disastro!

Per questo suggerisco sempre, per non avere sprechi, di cercare di mettere in moto la fantasia, improvvisando con gli ingredienti che si hanno a disposizione (questo vale per tutte le idee in cucina).

E’ un dettaglio fondamentale per rispettare il cibo.