Olivier “Stolichniy Salat” (Insalata russa)

INGREDIENTI

  • 4 cosce di pollo
  • 3 uova sode
  • 3 patate medio grandi
  • 3 manciate di pisellini surgelati
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • cetriolini sott’aceto
  • acqua
  • maionese
  • 1 cucchiaino di dado fatto in casa o insaporitore
  • sale

PROCEDIMENTO

Prepariamo le uova sode e, una volta cotte, peliamole dal loro guscio.

Tritiamo il sedano e la carota soffriggendoli in una pentola con un bel filo d’olio.
Aggiungiamo il dado, mescoliamo bene ed inseriamo le cosce di pollo rosolandole a fuoco vivace, fino a creare una leggera doratura.
Aggiungiamo due dita d’acqua, abbassiamo leggermente il fuoco e cuociamo per circa mezz’oretta con un coperchio.

Nel frattempo bolliamo le patate con la buccia salando l’acqua e tenendo sotto controllo la cottura con uno stecco, per non renderle troppo morbide.

Riempiamo un altro pentolino con acqua salata e sbollentiamo per qualche minuto anche i pisellini.
Scoliamoli e passiamoli sotto l’acqua fredda per mantenere vivo il colore.

Una volta concluse le cotture, procediamo con il taglio degli ingredienti.

Per ottenere un piatto ben proporzionato, dovremo ricavare le stesse misure di taglio per tutti gli ingredienti.
L’insalata russa viene sempre servita in modo raffinato, per ottenere un buon risultato tagliamo gli ingredienti in piccole dimensioni per evitare di sentire in bocca pezzi troppo grandi.

Prendiamo una ciotola grande.

Tritiamo al coltello le uova ed i cetriolini.

La quantità dei cetriolini segue i gusti personali, tuttavia non possono mancare perchè danno al piatto il suo sapore caratteristico.

Leviamo la buccia alle patate e riduciamole a dadini.

Priviamo le cosce di pollo della pelle e delle ossa e spolpiamo la carne tenera in pezzi sottili con l’aiuto delle dita.

Anche se nella ricetta originale non sarebbe previsto, ho scelto di massaggiare i pezzetti di pollo spolpati con il residuo delle verdure, giusto per non avere sprechi e per marcare ulteriormente il sapore.

Uniamo gli ingredienti lavorati all’interno della ciotola, aggiungiamo i pisellini interi e amalgamiamo il tutto con la maionese.

Se volessimo prepararla un paio di giorni in anticipo, ci basterà conservare gli ingredienti chiusi ermeticamente, aggiungendo la maionese solo poco prima di servire la nostra Olivier in tavola.

L’insalata russa (detta “Olivier” dai russi che l’hanno inventata), è un antipasto sempre gradito specialmente sotto le festività.
A me ricorda l’infanzia quando, pur di farmi mangiare un po’ di verdura, mia madre mi presentava nel piatto un paio di cucchiaiate di insalata russa.
Crescendo mi sono chiesta se valeva davvero la pena farmi ingoiare tutta quella maionese per quattro verdure in croce.
Ovviamente se fatta in casa si può regolarne la “pesantezza”.
Sconsiglio quelle industriali perché generalmente sono strapiene di maionese.

Quest’estate, ad una festina tra amici in cui ognuno portava qualcosa da mangiare, la nostra amica Anna ha fatto fare dalla sua nonna russa questa versione dell’Olivier.
Non serve dire che che dopo il primo cucchiaio mi sarei fatta fuori tutta la ciotola, peccato che fosse da dividere per altri 15 persone almeno.
Ovviamente le ho chiesto ogni informazione possibile su questa prelibatezza pregustando la possibilità di replicarla nella mia cucina.
Compiaciuta e molto felice della mia curiosità, ha provveduto a girarmi a grandi linee la ricetta della nonna Vera.
Siccome tutto il mondo è paese, ho scoperto che anche in Russia le nonne sono abituate a cucinare ad occhio senza riferimenti precisi sugli ingredienti, Dio le benedica per questo!

Questa ricca Olivier detta anche “Stolichniy Salat” è un piatto tipico russo.
Come tutte le ricette nazionalpopolari, si presta a delle varianti; ad esempio c’è chi mette la carne rossa al posto di quella bianca, oppure c’è chi aggiunge la cipolla, la rapa rossa, la carota e via dicendo.
La cosa interessante sulle abitudini dei russi è che, quando si ritrovano, lo fanno sempre con abbondanza.
Si radunano in tanti attorno ad una tavola imbandita di piatti tipici in cui non esistono primi, secondi, e nemmeno pause tra una pietanza e l’altra; tutto quello che cucinano lo presentano all’interno di ciotole capienti sistemate al centro della tavola e lo mettono a disposizione di tutti in modo conviviale.
Ognuno si crea il suo piatto a piacimento fino al termine delle pietanze e della pacchia.
Anna mi ha raccontato che l’Olivier è un piatto che difficilmente manca nelle loro tavole!
Una cosa ancora molto utilizzata, specialmente per le “vecchie” generazioni, è aprire le danze gastronomiche con un giro di vodka accompagnata da un succo di frutti rossi fatto in casa.
Ma che spettacolo!
Questo si che è buon inizio.

Con la ricetta di oggi voglio ringraziare la famiglia di Anna, considero questo piatto come un vero e proprio dono di Natale della nonna Vera!