Baciamisù

INGREDIENTI

  • 1 pacco di savoiardi
  • 500 gr di mascarpone
  • 300 ml di acqua
  • 4 cucchiaini di tè matcha
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 3 uova
  • cioccolato fondente 70% ridotto a scaglie grossolane
  • vanillina

    PROCEDIMENTO

    Scaldiamo l’acqua e sciogliamo al suo interno 2 cucchiaini di tè matcha.

    Separiamo i tuorli dagli albumi e, in una ciotola, montiamo a neve gli albumi fino a renderli spumosi.

    In un’altra ciotola sciogliamo lo zucchero con le fruste elettriche insieme agli albumi.
    Uniamo anche il mascarpone con la vanillina e gli altri due cucchiaini di tè matcha, amalgamando fra di loro gli ingredienti.

    A questo punto possiamo unire anche gli albumi montati a neve, mescolando con un leccapentola e cercando di non smontare il composto.
    Trasferiamo la crema in una sac à poche.

    Scegliamo la pirofila che più ci ispira ed iniziamo a comporre il tiramisù.

    Sul fondo mettiamo uno strato di crema al mascarpone, di seguito inzuppiamo un savoiardo alla volta nel tè matcha creando uno strato omogeneo.
    Ricopriamo i biscotti con un altro strato di crema e spolveriamo con le scaglie di cioccolato fondente.

    Proseguiamo in questo modo, fino al riempimento della pirofila.

    Conserviamo il tiramisù in frigorifero per almeno un paio d’ore prima di servirlo.

    Propongo sempre questo tiramisù nelle occasioni più speciali e, adesso che il giorno di San Valentino si sta avvicinando, direi che è perfetto per diffondere un’atmosfera particolarmente romantica.

    Il tè matcha è un superfood davvero pregiato.
    Le sue origini sono giapponesi e la sua lavorazione è molto elaborata, questo spiega il costo piuttosto alto.
    Nel campo di coltivazione le foglie di questo tè vengono scaldate in maniera indiretta dal sole; le piante vengono infatti coperte da rivestimenti che la avvolgono per una durata di circa 60 giorni.
    Le foglie vengono lavorate rapidamente dopo la raccolta per rallentare il processo di ossidamento; la principale proprietà del matcha è proprio quella antiossidante.
    Queste foglie vengono cotte al vapore e poi essiccate, mantenendo la foglia piatta.
    Per una qualità maggiore è bene estrarre dalla foglia la nervatura, responsabile della tipica nota amarotica.
    Meno è presente la nervatura e più il sapore del matcha sarà dolce.

    L’ultima fase di lavorazione è la macinatura delle foglie.
    Il miglior metodo per mantenere la qualità del prodotto è la macinatura a pietra, questo aiuterà a mantenere fresca la foglia.
    L’alternativa più veloce ed economica è senza dubbio la macinatura a macchina, tuttavia in questo modo si rischia il surriscaldamento delle foglie con la conseguente perdita delle potenti proprietà che caratterizzano questo tè.

    Solitamente più il prodotto finale è costoso, più è probabile che la sua lavorazione sia stata accurata in tutte le fasi di produzione.

    Una volta acquistato il prodotto si sconsiglia di lasciare aperta la confezione per evitare il più possibile il contatto con la luce.
    È inoltre preferibile non utilizzare utensili metallici per raccogliere la polvere di matcha per impedire l’alterazione delle proprietà antiossidanti.

    Per la creazione di questo dolce ho comunque preferito utilizzare le fruste metalliche perché il mio obiettivo era conferire un colore ed un sapore particolare a questo tiramisù.
    Quando invece voglio trarre il massimo dei suoi benefici, me lo gusto all’interno di una bella tazza in cui lo mescolo al latte caldo con il chasen (茶筅), la tipica frusta in bambù.